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La rivoluzione copernicana del ciclismo urbano

6 Dic

Mammifero Bipede

Questo è ciò che resta della “ciclabile abusiva” nel tunnel di Santa Bibiana dopo la cancellazione operata (con estrema solerzia) dagli agenti della Polizia Municipale. La cosa più interessante che si evince già dalla foto è che gli automobilisti continuano a non occupare quello spazio, principalmente perché non ne hanno alcuna necessità.

Sotto Santa Bibiana si è consumato il primo scontro di una guerra che si presume lunga e sanguinosa tra i cicloattivisti romani e l’amministrazione cittadina. I primi fermamente intenzionati ad operare una trasformazione rapida ed efficace del tessuto urbano, i secondi interamente occupati ad ostacolarli e preservare uno status quo insostenibile.

La causa prima di questo scontro sta in una evoluzione culturale intervenuta in tempi recenti. Una trasformazione nel modo di interpretare il rapporto tra biciclette e territorio urbano che ha interessato solamente una delle parti in campo: i ciclisti.

Mentre il mondo del cicloattivismo maturava, sulla pressione…

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Sosta vietata e troppe auto: il vero degrado delle città italiane sono le auto che divorano spazio

16 Nov

Benzina Zero

malasosta via Vanchiglia Torino Malasosta sosta vietata “Basterebbe rispettare il codice della strada” (cit)

“Basterebbe rispettare il codice della strada” è il mantra che viene ripetuto ogni volta che si parla di piste ciclabili, biciclette, zone 30 e ciclismo urbano. La bacchetta magica per risolvere i problemi di circolazione.

Però come dimostrano questa iniziativa torinese riportata dal Corriere della Sera, la foto qui sopra e questo filmato, il vero problema delle città italiane è costituito dalle auto. Messa semplicemente: sono troppe.  E troppe persone in Italia usano l’auto per fare percorsi sotto i cinque chilometri[1], ovvero percorsi che possono almeno nel 30% dei casi agevolmente essere percorsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.

A Torino, l’ex capitale italiana delle auto, il comitato #Malasosta ha fotografato in poche ore 293 auto posteggiate in doppia fila in via Vanchiglia. Le 293 macchine sono state riprese in soli duecento metri di di strada, a distanza di un minuto l’una dall’altra, per due…

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How the Dutch got their cycling infrastructure

16 Nov

A chi ancora parla di fare cose concrete e meno caciara…

BICYCLE DUTCH

How did the Dutch get their cycling infrastructure? This question keeps coming back because it is of course relevant to people who want what the Dutch have.

Road building traditions go back a long way and they are influenced by many factors. But the way Dutch streets and roads are built today is largely the result of deliberate political decisions in the 1970s to turn away from the car centric policies of the prosperous post war era. Changed ideas about mobility, safer and more livable cities and about the environment led to a new type of streets in the Netherlands.

The recent video to introduce the Dutch Cycling Embassy explains this very briefly, but there is a lot more that can be said about it. That is why I made a longer video for a more in depth look into the history of cycling infrastructure in the Netherlands.

Please watch…

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