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Vogliamo l’Area C anche a Roma

16 Gen

Mentre pezzi del Colosseo cadono giù anche a causa del traffico che gli gira intorno, a Milano oggi è stata inaugurata la prima congestion charge d’Italia all’interno della cerchia dei Bastioni, la cosiddetta Area C.
Gli effetti sono stati immediati: a causa del ticket d’ingresso di 5 euro la metà dei car addicted ha rinunciato alla sua droga preferita ed ha scelto altri mezzi.
Ciclisti, pedoni e insomma tutti coloro che hanno a cuore la vera vivibilità della loro città, e in questo caso di una città come Roma che non solo è bella ma ha nei secoli stabilito quali siano i canoni della bellezza urbanistica, dovrebbero chiedere a grandissima voce l’istiituzione di un'”Area C” anche nella capitale.
Ed è ciò che facciamo oggi: vogliamo che Roma segua l’esempio di Milano, che finalmente riconosca il suo centro come una preziosità che deve essere tutelata, e non violentata quotidianamente da auto e bus turistici, e torni ad essere un luogo all’altezza di ciò che è stato fino all’avvento della motorizzazione di massa.
Un posto dove non più tentare di sopravvivere ad ogni attraversamento pedonale, ma dove vivere serenamente come tutti meritiamo e meritano.

Ha iniziato Londra, hanno seguito altre capitali, ha iniziato Milano, serve che Roma si svegli. Invitiamo tutte le associazioni che hanno a cuore la vivibilità della città a dire basta alla barbarie della motorizzazione e a chiedere un'”Area C” anche a Roma.

Fuori le auto dal centro di Roma, per sempre.

Cartelloni abusivi? Facciamoci le rastrelliere

5 Gen

Quella che segue è una proposta operativa da subito, a costo irrisorio, fatta dai Ciclomobilisti congiuntamente al Coordinamento Di Traffico Si Muore.
A Roma sta aumentando notevolmente l’utilizzo della bicicletta, ma sono assenti strutture per il loro parcheggio, i cosiddetti stalli o rastrelliere.
Allo stesso tempo si verifica una moltiplicazione di cartelloni abusivi in tutta la città, con esiti a volte tragici. L’amministrazione è tenuta a rimuoverli, ma noi abbiamo un’altra idea: rimuovere solo la parte dannosa dei cartelloni, ovvero il supporto per il messaggio pubblicitario, e riutilizzare i pali di sostegno, opportunamente modificati magari saldando un palo in orizzontale (si spera ricavato dal materiale rimosso, in un’ottica di recupero contrapposta allo spreco) per avere, in brevissimo tempo, degli stalli utili al parcheggio delle biciclette.

Questa proposta è rivolta all’amministrazione comunale, e volentieri regaliamo questa idea alla nostra amata città per risolvere in un colpo solo due problemi.

Se vi piace la proposta vi preghiamo di farla circolare e aumentare con il consenso la sua possibilità di realizzazione.

Il CicloDecalogo

20 Gen

(pubblicato originariamente sul blog Romapedala, il “CicloDecalogo” di Caiofabricius ha rapidamente guadagnato un consenso unanime e rappresenta a tutt’oggi il Manifesto delle richieste dei ciclisti urbani romani)

1 – LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ CICLISTICA URBANA sia perno di importanti scelte amministrative come in tutto il mondo civile in un ambito di politiche di intermodalità semplificata col mezzo pubblico e soprattutto di MODERAZIONE, allontanamento e disincentivo dei mezzi a motore dalla città consolidata.
Il COMUNE se vuol veramente cambiare modo di intendere il traffico non accampi alibi di tempi incredibili, ma si avviino fattibili piani a breve e medio termine. E’ chiaro che si tratta di scelte coraggiose, ma che altre città hanno fatto con benefici evidenti: buon ultima Bruxelles, risorta da parcheggio di lamiere a città di persone (relazione Velocity 2009).
Si cominci mettendo concrete risorse già nel Bilancio 2010 (ormai 2011).

2 – RIDUZIONE DELLA VELOCITÀ: zone 30 in tutto il Centro Storico, nelle ZTL e nelle strade interne residenziali. Rigoroso 50 altrove. Solo sotto i 50 Km/h si ha la possibilità di sopravvivere ad un investimento. Oltre all’abisso del dolore, ogni incidente è un costo sociale inaccettabile. Questo deve spingere il Comune a tutelare i cittadini più deboli, senza se o ma.
Gli autovelox e le telecamere sono utili deterrenti utilizzati senza problemi in tutto il mondo: si ignorino le vergognose campagne mediatiche di delegittimazione. Sono ancora troppo rari e comunque da soli non bastano, si deve poter essere protetti immediatamente con soluzioni
che costringano a rallentare:

– DOSSI nei tanti “obiettivi” sensibili (scuole, parchi, ospedali, chiese sono così protetti in tutto il mondo senza furbi alibi dell’intralcio ai mezzi di
soccorso)
– ATTRAVERSAMENTI PEDONALI RIALZATI (installati senza problemi in molti comuni) per evidenziare l’attraversamento e far rallentare i mezzi anche senza pedoni e bici visibili.
– CONTROLLI preventivi, frequenti e sanzionatori ma non vessatori: non è guerra tra persone che si muovono con mezzi diversi, è una necessità per prevenire lutti e incidenti. I controlli siano fatti da persone che impongono ad altre persone di essere civili e non arroganti, nel rispetto di salvifiche regole
comuni. Colpevole non è solo chi beve o si droga, ma chi corre in mezzo ai quartieri, chi “brucia” i semafori o intimidisce i pedoni accelerando sulle strisce: squallida crescente deriva da arginare senza ulteriori indugi.

3- ITINERARI (PISTE) CICLABILI e Ciclo-Pedonali dovunque sia possibile, ma che non si ipotizzino quale ghetto e contentino locale, bensì capitolo condiviso di politiche ampie e incisive a favore alla bici urbana. Si sfruttino e valorizzino i superstiti spazi liberi, non disdegnando raccordi e semplificazioni con l’inserimento di parchi e marciapiedi larghi e deserti, ma anche con scelte coraggiose mediante piccole ma a volte strategiche strisce di esproprio e soprattutto superando con fermezza il poco dignitoso piagnisteo per la perdita di posti auto. Non è un diritto (privilegio) acquisito, sancito da Dio o dal Re, si può anche parcheggiare a 500 m. con chiari benefici cardio-“circolatori”.

Non si auspicano percorsi per professionisti della bicicletta ma per muoversi in concordia e condivisione con pedoni, disabili, genitori con carrozzine, anziani desiderosi di camminare, vere e proprie OASI dell’utenza lenta e quindi con limite di 20 Km/h anche per le bici.
Si raccordino le (poche) piste esistenti e se ne progettino nuove con programmazione tecnica di alto livello: ci sono esempi eseguiti magistralmente che hanno riqualificato interi quartieri con documentabile rivalutazione degli immobili. Soprattutto si blocchi la trasformazione di marciapiedi in parcheggi, si riconvertano altresì sistematicamente ad uso ciclopedonale.

Con gesto di grande valore politico e riconosciuta unanime sensibilità si dedichi ad Eva Bohdhalova un nuovo e struggente, di facile realizzazione percorso Ciclabile Centrale ad anello Colosseo/CircoMassimo/P.za Venezia/Fori/Colosseo.
Così come a Luigi Moriccioli la Ciclovia Tevere a Tor di Valle.

4 – BICIPLAN le mille idee concrete, economiche, semplici, verificate ed elaborate con passione dalle comunità locali municipali SONO PRONTE PER LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA. Si chiede che siano date notizie delle motivazioni dell’incomprensibile blocco.

5 – ZTL e ISOLE PEDONALI del Centro più bello e fragile del mondo ritorni strumento serio, duraturo e inaggirabile. La politica incerta e dilatoria ha portato di fatto all’invasione e allo svilimento delle meravigliose piazze Barocche e dei suggestivi angoli Rinascimentali, ridotte a deposito di lamiere o banale scorciatoia di privilegiati e furbetti . Ora le auto oltraggiano anche Piazza Navona. FUORI LE AUTO DAL CENTRO. Roma sia pulita dalle auto almeno nel suo cuore e quelle poche che devono comunque passarci siano rallentate con una Zona 30 rigorosa. Il ritorno economico e di immagine internazionale di un tale annuncio sul Turismo ripagherebbe immediatamente: Roma ritornerebbe vivibile e godibile senza pericoli e disagi oppressivi ed isterici per i turisti, bambini , vecchi e…ciclisti di tutto il mondo!

Si permetta alle bici nelle strade a scarso traffico di andare contromano con chiara segnaletica.

6- STRADE VERDI E PARCHEGGI DI SCAMBIO . Si coordini con i Municipi la gestione delle arterie di traffico, individuando aree commerciali e residenziali senza auto (strade verdi) come si era saggiamente avviato in alcuni quartieri. Insieme a Provincia e Regione non si investa in nuovi quartieri o strade che affluiscono in città senza aver prima previsto punti di scambio con il trasporto pubblico. Si renda l’uso dell’auto nella città meno premiante di altre forme di trasporto mediante una convinta e continuativa politica di incentivi e disincentivi. Da un po’ di tempo non è più così e i Romani si sono convinti che convenga perdere 11 giorni in code piuttosto che prendere mezzi pubblici non sufficientemente tutelati da corsie riservate.

7 – INTERMODALITA’ CON MEZZI PUBBLICI con coraggio e rapidità laddove è già possibile allargando giorni e fasce orarie (Metro , Tram e Jumbobus) e prevedendo per un prossimo futuro (che poi arriva ) sui vagoni linea C e B1 e sulle nuove vetture tram e bus un consono alloggiamento (interno o esterno – tanti esempi dall’estero) adeguato ad un facile, rapido e sicuro trasporto intermodale delle bici con tariffa compresa nella tessera MetreBus

8 – STALLI E RASTRELLIERE ovunque, come segnale forte e palese invito all’uso della bici . Arredo piacevole ed economico di edifici pubblici, scuole, cinema, teatri, biblioteche e stazioni/capolinea bus, possibilmente in luoghi sicuri e sfruttando ambienti già vigilati. Modello alto che permetta il più sicuro ancoraggio del telaio. Chiedere a grandi aziende di installarli, che siano alternativa e freno virtuoso all’assalto criminale dei cartelloni pubblicitari più o meno abusivi che stanno impunemente degradando la città ed anche per impedire il parcheggio selvaggio e disordinato. A Milano ogni stazione della metro ha il suo punto bici/moto.

9 – BIKE SHARING di standard almeno “milanese” se non parigino, con molte più stazioni e bici e , soprattutto, la consueta prima mezz’ora gratuita perchè risulti veramente comodo e sinergico con il mezzo pubblico e si diffonda anche a Roma con grandi benefici diretti ed indiretti per tutti.

10 – REGOLAMENTO EDILIZIO cittadino per le bici in condominio. Non si chiedono incentivi per installare rastrelliere, ma di approvare un regolamento che permetta di poterle installare in spazi condominiali senza dover riapprovare il regolamento di condominio. Roma è piena di palazzi con cortili sia in Centro, dove anche i più prestigiosi sono stati sviliti a parcheggi per auto, sia in periferia dove RUBANDO GLI ULTIMI SPAZI AI GIOCHI DEI BAMBINI sono stati compiuti veri scempi edilizi, senza che sia invece possibile installare una banale ma suadente rastrelliera.

Chiediamo che gli incontri possano essere pubblici e non solo aperti a poche associazioni. Esistono cittadini che usano assiduamente la bici in città ma che non vogliono avere rappresentanza, anche perchè spesso le associazioni nascono a scopo ludico-ricreativo. Chiediamo che sia invitata la stampa anche quella specialistica delle bici e che siano coinvolti anche i negozi di bici. Sarebbe molto bello se ci fosse presente anche l’ATAC, oltretutto coinvolta con un bike sharing unico al mondo, con i modelli vincenti di Parigi e Milano inspiegabilmente stravolti. Auspichiamo che gli incontri non siano un palcoscenico, vorremmo vedere completati interventi a basso costo e apprendere i piani operativi per un futuro prossimo e concreto. Che si attui cioè un trasparente Cronoprogramma degli interventi: anche se è Eterna, Roma non può più aspettare, ha bisogno di risposte e ha bisogno che si diano delle risposte ad una morte che poteva essere evitata.

Bisogna finirla di girare lo sguardo da un’altra parte.

Le sempre più lontane Città dell’Europa Felix hanno saldamente inforcato la bici ormai da un pezzo.

siamo d’accordo!

4 Nov

L’abbiamo già detto e scritto nei mesi scorsi e, dopo un post pubblicato su RomaPedala, ci teniamo a ribadirlo: vorremmo vedere anche a Roma cartelli stradali come quello nella foto. Segnaletiche come questa si trovano in molte città italiane (grandi e piccole) e non riusciamo a capire perché non si possano installare anche a Roma. Costa pochissimo e incide immediatamente sulla realtà delle nostre strade.

Mossa a tenaglia

6 Ott

Dopo aver sommerso di telefonate l’Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma facciamo partire anche la petizione elettronica. Firmatela. Continuate a telefonare, scrivere email, inviare fax, passate parola tra amici, parenti e conoscenti.

Chiediamo che l’orario in cui è consentito il trasporto al seguito delle
biciclette sulla metropolitana di Roma sia esteso interamente ai giorni
lavorativi con una carrozza riservata a questo servizio così come è
avvenuto nei giorni scorsi a Napoli per la linea 6 e così come avviene
già da anni nel resto dell’Europa civile. Avanzare una richiesta del
genere ai nostri amministratori è un nostro diritto/dovere…

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Una telefonata non costa nulla

3 Ott

Vi segnaliamo questa iniziativa, promossa anche tramite i social network, a favore dell’estensione dell’orario del trasporto bici sulla metropolitana.
Sostanzialmente invitiamo i cittadini a fare una telefonata all’assessorato alla mobilità del Comune di Roma 06/671070601 e chiedere che l’orario in cui è consentito il trasporto al seguito delle biciclette sulla metropolitana sia esteso interamente ai giorni lavorativi con una carrozza riservata come è avvenuto nei giorni scorsi a Napoli per la linea 6 e come avviene già da anni nel resto dell’Europa civile. Passate parola e chiedete a tutti i vostri amici o conoscenti di fare la stessa cosa. Avanzare una richiesta del genere agli amministratori è un nostro diritto/dovere.

Articolo sul Corriere: bici (pighevole) e mezzi pubblici

21 Feb

Pieghevoli
Articolo sul Corriere.it (presente anche sulla versione cartacea), sull’intermodalità bici+mezzi pubblici.