100… e la conta prosegue

29 Apr
100 ciclisti uccisi in Italia dall’inizio del 2011
100 ciclisti uccisi in Italia dall'inizio del 2011
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Una Risposta to “100… e la conta prosegue”

  1. Franz 5 maggio 2011 a 00:18 #

    Volete sapere quale è una soluzione razionale a questa strage senza fine? Il divieto di stipulare assicurazioni di responsabilità civile per danni da circolazione stradale.
    Non dico l’eliminazione dell’obbligatorietà ma proprio il divieto tout court.
    In questo modo si porrebbe fine all’assurdo e incivile esonero dalle responsabilità patrimoniali per i danni causati dai veicoli a motore che oggi consente di traslare interamente il rischio dal conducente alla parte danneggiata.
    E’ un sistema, quello attuale, forse utile a garantire un grado di certezza del risarcimento del danno ma che non fa nulla per prevenire il danno stesso, anzi deprime l’incentivo per il conducente ad assumere una condotta prudente.
    E’ un sistema che alloca rischi e costi in maniera totalmente irrazionale e ingiusta, anche in considerazione dell’assenza di prevenzione e controllo da parte dell’autorità pubblica.
    Per impedire l’uso irresponsabile delle automobili occorre una radicale inversione delle logiche: chi attraverso la sua condotta comporta un danno ad altri deve pagare personalmente le conseguenze, e non deve poter godere di una esenzione.
    Si potrebbe obiettare che una simile soluzione comporterebbe il venir meno della certezza del risarcimento del danno o il dilatarsi dei tempi di risarcimento ma esistono moltissimi modi per ovviare a questo genere di problemi.
    Il nostro codice della strada e il codice civile (anche grazie alla interpretazione dei giudici) benché perfezionabili offrono tutele avanzatissime per i ciclisti e per i pedoni. Il problema è che l’esistenza di un “paracadute” come l’RC rende normalmente accettabile per il conducente di veicolo a motore l’assunzione di rischi che come ho detto sono di fatto, anche dal punto di vista patrimoniale (mi ripugna metterla su questo piano), interamente a carico dell’utente debole della strada.
    La RC obbligatoria, che negli anni 70 fu considerata una conquista civile, alla prova dei fatti serve solo a far venire meno valori fondanti di una società quali il senso della solidarietà e del dovere che ciascuno ha di assumere una responsabilità nei confronti degli altri consociati.
    E’ solo per questa dissoluzione che oggi questo paese considera accettabile un prezzo di 215 mila incidenti all’anno con 4.237 morti e 307.258 feriti (dati 2009) in cambio della libertà di circolazione motorizzata.
    Forse quella proposta potrà sembrare una misura troppo radicale e fuori dal mondo ma in Italia e in altri paesi del mondo finchè non ha preso piede l’industria dell’auto era esclusa la possibilità di traslare il rischio dei danni a terzi salvo il caso in cui il fatto fosse dovuto a colpa lieve. Fosse rimasta in vigore una normativa del genere le statistiche sulla motorizzazione privata sarebbero molto diverse da quelle attuali. Erano tempi in cui l’economia non dipendeva in misura così schiacciante dal settore automobilistico (oggi vale il 13% del PIL nostrano), ma forse vale la pena fare un passo indietro?
    Fatemi sapere cosa ne pensate di questa possibie campagna che chiamerei “CONTRO L’IRRESPONSABILITA’ INCIVILE”.

    Franz

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