Civiltà europea? In Turchia

28 Mar

Istanbul: ” la Municipalità in un sol colpo ha chiuso 90 strade al traffico veicolare nel centro storico della città. L’azione è stata presa per aiutare la protezione della penisola storia della città, nell’area del Sultanato. Questa decisione è stata incoraggiata e supportata da UNESCO e EMBARQ TUrkey.”

Roma: “Civiltà non pervenuta. In attesa, è stata inaugurata da tempo l’Autostrada dei Fori Mortali, che consente il trasferimento ultrarapido di vetture, moto e pullman turistici tra Colosseo e piazza Venezia, alla massima velocità consentita dai mezzi in questione su un tratto così breve. A destra e sinistra, le rovine di Roma antica, in attesa che rovini anche quella moderna”.

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Una Risposta to “Civiltà europea? In Turchia”

  1. rotafixa 28 marzo 2011 a 18:46 #

    ed ecco infatti dove va l’europa, quale direzione prende, che visione ha.

    vi raccomando di arrivare fino in fondo a seguente testo:

    Trasporti: nuovo piano Ue per mobilita’ e taglio emissioni 60% entro 2050
    Carburanti sostenibili e passaggio a rotaia, stop auto tradizionali in citta’

    Bruxelles, 28 mar. – (Adnkronos/Aki) – La Commissione Ue ha adottato oggi un piano strategico per incrementare la mobilità e allo stesso tempo ridurre la dipendenza dell’Europa dal petrolio e tagliare del 60% le emissioni di CO2 entro il 2050. Per raggiungere questi obiettivi, Bruxelles punterà su una serie di misure che mirano a escludere l’uso di auto ad alimentazione tradizionale dalle città, ad arrivare a un utilizzo del 40% di carburanti sostenibili per aerei e navi, e al trasferimento del 50% dei viaggi di media distanza da trasporto su gomma a quello su rotaia e per via fluviale.Il piano “Trasporti 2050” costituisce una “roadmap per un settore dei trasporti competitivo in grado di incrementare la mobilità e ridurre le emissioni”, in quanto “possiamo e dobbiamo fare entrambe le cose, la convinzione ampiamente diffusa per cui sarebbe necessario ridurre la mobilità per combattere il cambiamento climatico è semplicemente sbagliata”, ha affermato il commissario Ue ai trasporti Siim Kallas nel presentare l’iniziativa. “Ridurre la mobilità non è un’opzione, né lo è mantenere lo status quo”, ha messo in chiaro Kallas, sottolineando che “possiamo interrompere la dipendenza del sistema dei trasporti dal petrolio senza sacrificarne l’efficienza e compromettere la mobilità”.
    In particolare, i piani di Bruxelles prevedono che “entro il 2050, la maggior parte del trasporto di passeggeri nel medio raggio, da 300 km e oltre, dovrebbe avvenire su rotaia”, e che “entro il 2030, il 30% del trasporto di merci su gomma dovrebbe passare ad altri modi di trasporto come la ferrovia e le vie navigabili interne, e più del 50% entro il 2050”. Per fare questo, occorre “collegare tutti gli aeroporti della rete centrale alla rete ferroviaria, preferibilmente ad alta velocità” e “assicurare un sufficiente collegamento di tutti i porti marittimi principali al sistema ferroviario merci e, se possibile, al sistema di navigazione interna”. In questo ambito, la Commissione chiede di passare alla “piena applicazione” dei principi ‘chi utilizza paga’ e ‘chi inquina paga’.Inoltre si dovranno utilizzare carburanti a bassa emissione di anidride carbonica nel settore aeronautico che “dovranno arrivare al 40% entro il 2050”, mentre, entro il 2050, dovranno essere “ridotte del 40% le emissioni Ue di CO2 derivanti da combustibili di bordo nell’uso marittimo”. In questo contesto Bruxelles chiede una maggiore collaborazione con partner e organizzazioni internazionali come l’Icao e l’Imo per promuovere la competitività dell’Europa e gli obiettivi di ordine climatico a livello mondiale.Altro punto fondamentale della nuova strategia della Commissione, arrivare a “dimezzare l’uso di auto ‘ad alimentazione convenzionale’ nel trasporto urbano entro il 2030 ed escluderle gradualmente dalle città entro il 2050”. E, sempre entro il 2030, arrivare ad avere nei maggiori centri urbani un “trasporto delle merci essenzialmente esente da CO2”.

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