Archivio | gennaio, 2011
Immagine

Verso il cambiamento

27 Gen

Assemblea plenaria aperta

21 Gen

Il coordinamento Di Traffico Si Muore convoca un’assemblea plenaria aperta a tutti i singoli e le associazioni con cui abbiamo collaborato negli ultimi mesi con la comune intenzione di costruire insieme una “città gentile”. Nonostante il passare dei mesi ed il rimpasto della giunta Alemanno le nostre richieste non hanno visto ancora nessuna realizzazione concreta, nessuna chiarezza sui tempi e i modi di realizzazione del Piano quadro della ciclabilità, nessun miglioramento per la condizione della fruibilità delle strade per pedoni e ciclisti. Incontriamoci per rafforzare la nostra volontà di mantenere unito e compatto l’intento che abbiamo espresso più di un anno fa con il ciclodecalogo.

Appuntamento lunedì 24 gennaio presso la Ciclofficina Centrale in via Baccina 37 alle 19:30 (puntuali).

Il CicloDecalogo

20 Gen

(pubblicato originariamente sul blog Romapedala, il “CicloDecalogo” di Caiofabricius ha rapidamente guadagnato un consenso unanime e rappresenta a tutt’oggi il Manifesto delle richieste dei ciclisti urbani romani)

1 – LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ CICLISTICA URBANA sia perno di importanti scelte amministrative come in tutto il mondo civile in un ambito di politiche di intermodalità semplificata col mezzo pubblico e soprattutto di MODERAZIONE, allontanamento e disincentivo dei mezzi a motore dalla città consolidata.
Il COMUNE se vuol veramente cambiare modo di intendere il traffico non accampi alibi di tempi incredibili, ma si avviino fattibili piani a breve e medio termine. E’ chiaro che si tratta di scelte coraggiose, ma che altre città hanno fatto con benefici evidenti: buon ultima Bruxelles, risorta da parcheggio di lamiere a città di persone (relazione Velocity 2009).
Si cominci mettendo concrete risorse già nel Bilancio 2010 (ormai 2011).

2 – RIDUZIONE DELLA VELOCITÀ: zone 30 in tutto il Centro Storico, nelle ZTL e nelle strade interne residenziali. Rigoroso 50 altrove. Solo sotto i 50 Km/h si ha la possibilità di sopravvivere ad un investimento. Oltre all’abisso del dolore, ogni incidente è un costo sociale inaccettabile. Questo deve spingere il Comune a tutelare i cittadini più deboli, senza se o ma.
Gli autovelox e le telecamere sono utili deterrenti utilizzati senza problemi in tutto il mondo: si ignorino le vergognose campagne mediatiche di delegittimazione. Sono ancora troppo rari e comunque da soli non bastano, si deve poter essere protetti immediatamente con soluzioni
che costringano a rallentare:

– DOSSI nei tanti “obiettivi” sensibili (scuole, parchi, ospedali, chiese sono così protetti in tutto il mondo senza furbi alibi dell’intralcio ai mezzi di
soccorso)
– ATTRAVERSAMENTI PEDONALI RIALZATI (installati senza problemi in molti comuni) per evidenziare l’attraversamento e far rallentare i mezzi anche senza pedoni e bici visibili.
– CONTROLLI preventivi, frequenti e sanzionatori ma non vessatori: non è guerra tra persone che si muovono con mezzi diversi, è una necessità per prevenire lutti e incidenti. I controlli siano fatti da persone che impongono ad altre persone di essere civili e non arroganti, nel rispetto di salvifiche regole
comuni. Colpevole non è solo chi beve o si droga, ma chi corre in mezzo ai quartieri, chi “brucia” i semafori o intimidisce i pedoni accelerando sulle strisce: squallida crescente deriva da arginare senza ulteriori indugi.

3- ITINERARI (PISTE) CICLABILI e Ciclo-Pedonali dovunque sia possibile, ma che non si ipotizzino quale ghetto e contentino locale, bensì capitolo condiviso di politiche ampie e incisive a favore alla bici urbana. Si sfruttino e valorizzino i superstiti spazi liberi, non disdegnando raccordi e semplificazioni con l’inserimento di parchi e marciapiedi larghi e deserti, ma anche con scelte coraggiose mediante piccole ma a volte strategiche strisce di esproprio e soprattutto superando con fermezza il poco dignitoso piagnisteo per la perdita di posti auto. Non è un diritto (privilegio) acquisito, sancito da Dio o dal Re, si può anche parcheggiare a 500 m. con chiari benefici cardio-“circolatori”.

Non si auspicano percorsi per professionisti della bicicletta ma per muoversi in concordia e condivisione con pedoni, disabili, genitori con carrozzine, anziani desiderosi di camminare, vere e proprie OASI dell’utenza lenta e quindi con limite di 20 Km/h anche per le bici.
Si raccordino le (poche) piste esistenti e se ne progettino nuove con programmazione tecnica di alto livello: ci sono esempi eseguiti magistralmente che hanno riqualificato interi quartieri con documentabile rivalutazione degli immobili. Soprattutto si blocchi la trasformazione di marciapiedi in parcheggi, si riconvertano altresì sistematicamente ad uso ciclopedonale.

Con gesto di grande valore politico e riconosciuta unanime sensibilità si dedichi ad Eva Bohdhalova un nuovo e struggente, di facile realizzazione percorso Ciclabile Centrale ad anello Colosseo/CircoMassimo/P.za Venezia/Fori/Colosseo.
Così come a Luigi Moriccioli la Ciclovia Tevere a Tor di Valle.

4 – BICIPLAN le mille idee concrete, economiche, semplici, verificate ed elaborate con passione dalle comunità locali municipali SONO PRONTE PER LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA. Si chiede che siano date notizie delle motivazioni dell’incomprensibile blocco.

5 – ZTL e ISOLE PEDONALI del Centro più bello e fragile del mondo ritorni strumento serio, duraturo e inaggirabile. La politica incerta e dilatoria ha portato di fatto all’invasione e allo svilimento delle meravigliose piazze Barocche e dei suggestivi angoli Rinascimentali, ridotte a deposito di lamiere o banale scorciatoia di privilegiati e furbetti . Ora le auto oltraggiano anche Piazza Navona. FUORI LE AUTO DAL CENTRO. Roma sia pulita dalle auto almeno nel suo cuore e quelle poche che devono comunque passarci siano rallentate con una Zona 30 rigorosa. Il ritorno economico e di immagine internazionale di un tale annuncio sul Turismo ripagherebbe immediatamente: Roma ritornerebbe vivibile e godibile senza pericoli e disagi oppressivi ed isterici per i turisti, bambini , vecchi e…ciclisti di tutto il mondo!

Si permetta alle bici nelle strade a scarso traffico di andare contromano con chiara segnaletica.

6- STRADE VERDI E PARCHEGGI DI SCAMBIO . Si coordini con i Municipi la gestione delle arterie di traffico, individuando aree commerciali e residenziali senza auto (strade verdi) come si era saggiamente avviato in alcuni quartieri. Insieme a Provincia e Regione non si investa in nuovi quartieri o strade che affluiscono in città senza aver prima previsto punti di scambio con il trasporto pubblico. Si renda l’uso dell’auto nella città meno premiante di altre forme di trasporto mediante una convinta e continuativa politica di incentivi e disincentivi. Da un po’ di tempo non è più così e i Romani si sono convinti che convenga perdere 11 giorni in code piuttosto che prendere mezzi pubblici non sufficientemente tutelati da corsie riservate.

7 – INTERMODALITA’ CON MEZZI PUBBLICI con coraggio e rapidità laddove è già possibile allargando giorni e fasce orarie (Metro , Tram e Jumbobus) e prevedendo per un prossimo futuro (che poi arriva ) sui vagoni linea C e B1 e sulle nuove vetture tram e bus un consono alloggiamento (interno o esterno – tanti esempi dall’estero) adeguato ad un facile, rapido e sicuro trasporto intermodale delle bici con tariffa compresa nella tessera MetreBus

8 – STALLI E RASTRELLIERE ovunque, come segnale forte e palese invito all’uso della bici . Arredo piacevole ed economico di edifici pubblici, scuole, cinema, teatri, biblioteche e stazioni/capolinea bus, possibilmente in luoghi sicuri e sfruttando ambienti già vigilati. Modello alto che permetta il più sicuro ancoraggio del telaio. Chiedere a grandi aziende di installarli, che siano alternativa e freno virtuoso all’assalto criminale dei cartelloni pubblicitari più o meno abusivi che stanno impunemente degradando la città ed anche per impedire il parcheggio selvaggio e disordinato. A Milano ogni stazione della metro ha il suo punto bici/moto.

9 – BIKE SHARING di standard almeno “milanese” se non parigino, con molte più stazioni e bici e , soprattutto, la consueta prima mezz’ora gratuita perchè risulti veramente comodo e sinergico con il mezzo pubblico e si diffonda anche a Roma con grandi benefici diretti ed indiretti per tutti.

10 – REGOLAMENTO EDILIZIO cittadino per le bici in condominio. Non si chiedono incentivi per installare rastrelliere, ma di approvare un regolamento che permetta di poterle installare in spazi condominiali senza dover riapprovare il regolamento di condominio. Roma è piena di palazzi con cortili sia in Centro, dove anche i più prestigiosi sono stati sviliti a parcheggi per auto, sia in periferia dove RUBANDO GLI ULTIMI SPAZI AI GIOCHI DEI BAMBINI sono stati compiuti veri scempi edilizi, senza che sia invece possibile installare una banale ma suadente rastrelliera.

Chiediamo che gli incontri possano essere pubblici e non solo aperti a poche associazioni. Esistono cittadini che usano assiduamente la bici in città ma che non vogliono avere rappresentanza, anche perchè spesso le associazioni nascono a scopo ludico-ricreativo. Chiediamo che sia invitata la stampa anche quella specialistica delle bici e che siano coinvolti anche i negozi di bici. Sarebbe molto bello se ci fosse presente anche l’ATAC, oltretutto coinvolta con un bike sharing unico al mondo, con i modelli vincenti di Parigi e Milano inspiegabilmente stravolti. Auspichiamo che gli incontri non siano un palcoscenico, vorremmo vedere completati interventi a basso costo e apprendere i piani operativi per un futuro prossimo e concreto. Che si attui cioè un trasparente Cronoprogramma degli interventi: anche se è Eterna, Roma non può più aspettare, ha bisogno di risposte e ha bisogno che si diano delle risposte ad una morte che poteva essere evitata.

Bisogna finirla di girare lo sguardo da un’altra parte.

Le sempre più lontane Città dell’Europa Felix hanno saldamente inforcato la bici ormai da un pezzo.

Beppe Grillo su traffico ed automobili a Roma

19 Gen

Sui Fori Mortali a 80 all’ora

16 Gen
Il video di Corriere.it

Nulla è cambiato

16 Gen

domani nuova rilevazione di velocità sui fori

14 Gen

Ad un anno esatto di distanza dalla prima rilevazione della velocità di macchine e scooter sui Fori Imperiali (15 gennaio 2010), domani alle 10 saremo nuovamente sul luogo dei continui delitti, Stesso posto dell’anno scorso, per vedere se dopo un anno di incontri, tavoli tecnici, mosse e contromosse e chiacchiere di un’amministrazione comunale (oggi profondamente nei guai, sia giudiziari sia politici) incapace di capire l’abc della civiltà stradale urbana, sia cambiato qualcosa.

L’appuntamento era già previsto da oltre un mese, e casca a fagiolo il terremotino che ha scalzato dalla giunta i due assessori con cui abbiamo avuto a che fare, dobbiamo dire inutilmente. Via De Lillo e Marchi, ne sono arrivati due nuovi.

Noi riteniamo che l’assessore competente per le questioni di mobilità ciclistica non debba essere quello all’Ambiente (vecchia concezione secondo cui la bicicletta è uno strumento ludico per andare a fare il pic nic nei parchi, mentre invece è un mezzo di trasporto quotidiano per una fetta sempre crescente di società), ed è per questo che invitiamo il nuovo assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, a verificare con noi cosa succede quotidianamente sotto le finestre del Campidoglio.

Appuntamento domani, sabato, alle 10 a via dei Fori Imperiali.