Quadruplicare il nulla

20 Dic

Giovedì scorso ho partecipato alla presentazione del lavoro di monitoraggio delle piste ciclabili romane condotto da Agenzia Roma e Ciclomobilisti. All’atto pratico i Ciclomobilisti hanno fatto il lavoro “sul campo” ed Agenzia Roma ha elaborato i dati.

Il risultato potete leggerlo nel PDF diffuso in rete. Dal mio punto di vista è un lavoro che getta le basi per la valutazione delle realizzazioni future e stabilisce dei criteri oggettivi di comprensione, anche a priori, sulla funzionalità delle realizzazioni comunali sulla ciclabilità.

Ma un lavoro che non si conclude con questa presentazione, proseguendo sul neonato sito Ciclomobilisti.it e sul relativo Forum di discussione, nei quali ci si ripropone di aggiornare, quasi in tempo reale, l’evoluzione dello stato delle infrastrutture della ciclabilità romana.

Alla presentazione hanno fatto seguito diversi interventi. Il coordinamento Di Traffico Si Muore, per voce di Paolo Bellino, ha proposto il superamento del paradigma “piste ciclabili” come unico possibile intervento, dati i tempi lunghi ed i costi non sempre giustificati, e proponendo invece politiche di riduzione della velocità di punta dei veicoli privati, già ora fuori dai termini di legge.

Il mio intervento ha invece cercato di contestualizzare il senso del contendere, andando ad inquadrare le cifre fornite in un discorso più complessivo. Più o meno ho affermato quanto segue.

“…A pagina 18 del documento si afferma che l’estensione delle piste ciclabili è passata dai 30km del 2000 ai 115km attuali, un valore “quadruplicato”. Ora, da ciclista, cercherò di spiegarvi perché per me questa “quadruplicazione” è di fatto consistita nel passare dal “nulla” al “quasi nulla”.

115km per una città di tre milioni di abitanti, in soldoni, significano meno di 4 centimetri di percorsi ciclabili a testa. Ora possiamo anche andare ad analizzare se questi quattro centimetri siano stati fatti bene, o male (e spesso sono fatti male), ma è la sproporzione che colpisce se pensiamo a quanto dello spazio cittadino è riservato alla movimentazione delle automobili ed alla loro sosta.

Uno spazio che, a detta di tutti i ciclisti, è pericoloso ed infruibile ai più, e solo i più coraggiosi ed incoscienti si azzardano a percorrerlo quotidianamente. Quello che manca a questo studio è un confronto con le altre capitali europee, Parigi, Londra, Berlino, Vienna, per comprendere quale sia ritenuto uno standard accettabile, di livello europeo, di infrastrutture e spazi per la ciclabilità.

Sicuramente più dei ridicoli quattro centimetri a testa di percorsi ciclabili di cui disponiamo qui. Per cui, tornando alla mia tesi iniziale, è di questo che stiamo ragionando qui stasera: del nulla”

(originariamente pubblicato su: Mammifero Bipede)

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11 Risposte to “Quadruplicare il nulla”

  1. diego 20 dicembre 2010 a 20:48 #

    CHE TRISTEZZA.

  2. Marcopie 21 dicembre 2010 a 08:57 #

    Ho esteso il calcolo alle superfici e la sproporzione è ancora più drammatica.
    In pratica il comune destina qualcosa come 6mq. a testa o più per il solo parcheggio dell’automobile (che tu ce l’abbia o no è lo stesso, sempre di passa 900 automobili per mille abitanti stiamo ragionando), più le superfici necessarie a farle muovere (strade, che gli abitanti della città ritengono troppo poco sicure per usarle con le bici…).
    In pratica per l’uso dell’auto la città destina “pro capite” una superficie pari ad un piccolo appartamento, per muoversi a piedi (marciapiedi, vietati alle biciclette) la dimensione di un guardaroba, per muoversi in bici (piste e percorsi ciclabili) la dimensione di una singola mattonella (4cm x 2 metri = 800cmq l’equivalente di una mattonella di 28x28cm).

  3. caiofabricius 21 dicembre 2010 a 10:45 #

    E allora mi permetto di insistere: non boicottiamo proprio noi le ciclabili, cmq riserva ed oasi preziosa, tassello di mosaico più ampio, senza per questo farsi strumentalizzare dal polidico paraculo od offrire il fianco alle maggioranze trasversali adoratrici di feticcio che lì ci vorrebbero ghettizzare.

  4. diego 22 dicembre 2010 a 18:27 #

    L’idea di ghettizazione nelle ciclabili mi permetto di dire che è prettamente nostrana,e comunque ma ndo stanno tutte ste ciclabili? ;-))))

  5. diego 22 dicembre 2010 a 18:40 #

    Segue commento (mi scuso per la mancanza di z 😉 )
    Percorso da piazza Re di Roma al Pantheon,ciclabili 0.
    Re di roma, Testaccio 0.e cosi via.
    Clamorosa la ciclabile a Testaccio,secondo me l’hanno messa apposta, per rendere ancora di piu l’idea negativa sulla bici,ascoltando i commenti da quelle parti.

  6. bikediablo 4 gennaio 2011 a 18:01 #

    Sono stato per qualche giorno a Barcellona e posso affermare senza tema di smentita che quello che abbiamo solo in Italia è il sentirsi ghettizzati dalla presenza delle ciclabili.
    A Barcellona ci sono ciclabili di tutti i tipi moltissime realizzate con due strisce di vernice sopra i marciapiedi e tutti le usano, lo stesso accade a Dublino ed immagino in altre città d’europa e del mondo.
    Solo qui in Italia c’e’ una visione che demonizza qualunque iniziativa anche quando chi la realizza lo fa in modo volontario e senza percepire compensi ne individualmente ne come gruppo di lavoro.
    marco

  7. Marcopie 5 gennaio 2011 a 12:31 #

    “quello che abbiamo solo in Italia è il sentirsi ghettizzati dalla presenza delle ciclabili”

    Magari dipende dal fatto che in presenza di una ciclabile il CdS ti obbliga ad utilizzarla anche se è semiabbandonata ed in condizioni di inusabilità (vedi Furi Camillo). Se non la utilizzi lo fai a tuo rischio e pericolo, p.e. se stai su strada e ti investono l’assicurazione non ti ripaga…

  8. Diego 5 gennaio 2011 a 22:48 #

    Sono qui a Siviglia ,incredibile la citta e’completamente collegata da ciclabili c’e
    un bike sharing che se penso a quello di Roma ci torno e inizio a dare calci nel culo alla cieca.
    per finire qui in linea di massima gli automobilisti portano rispetto Ai pedoni e alle biciclette.
    Passo e chiudo.buona fortuna Roma.

  9. bikediablo 10 gennaio 2011 a 10:08 #

    @MarcoPie
    Ti ricordi quanto tempo è che propongo di aggregarci per emendare il codice della strada e rimuovere quell’assurdo obbligo ?
    Ma è più comodo lamentarsi a vanvera… questo è il vero problema di noi italiani,
    questo dovrebbe farlo la FCI ma è più occupata a promuovere la realizzazione di ciclabili faraoniche che collegano roma a fiumicino passando nel deserto…
    marco

    marco

  10. davide 2 febbraio 2011 a 23:19 #

    purtroppo la bicicletta ha uno svantaggio enooooooorme… non fa girare soldi… e in Italia questo è quello che conta.
    Si potrebbe dire che eliminando il traffico si risparmia sulla sanità… ma ciò che conta non è spendere meno, nessuna amministrazione pubblica punta sulla virtuosità (non è premiata), il trucco non è spendere meno, ma spendere tanto a favore del clientelismo.

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  1. Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili - 20 dicembre 2010

    Piste ciclabili a Roma: “Ragionare del nulla”…

    Image via Wikipedia Giovedì scorso ho partecipato alla presentazione del lavoro di monitoraggio delle piste ciclabili romane condotto da Agenzia Roma e Ciclomobilisti. All’atto pratico i Ciclomobilisti hanno fatto il lavoro “sul campo……

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