Archive | novembre, 2010

Di Traffico Si Muore su Gold TV

27 Nov

La bussola d’oro su GoldTV 11 nov 2010 from Coordinamento DiTrafficoSiMuore on Vimeo.

Puoi guardare il video diviso in spezzoni di dieci minuti su youtube:

Rassegna stampa del 24 novembre 2010

24 Nov

Per ora solo Repubblica ha dato spazio alla nostra protesta.

Cartolina dall’Aranciera

24 Nov

Portateci le arance ché tra poco ci portano dentro!

AGGIORNAMENTO DELLE 18:00

Naturalmente le arance le avremmo portate volentieri dentro la sala del convegno per lanciarle a chi continua a raccontarci solo favole ma dato che siamo personcine civili ci siamo limitati a protestare così:

COMUNICATO

23 Nov

In occasione dell’incontro “La ciclabilità: Italia e Danimarca a confronto”

I ciclisti romani sono stanchi delle parole di chi amministra la città. Il traffico romano uccide, indisturbato, chi ha scelto di muoversi in modo semplice e intelligente, e soprattutto innocuo.
Il vostro nascondervi dietro le parole non è più tollerabile, perché i ciclisti urbani sono cresciuti di numero, e muoiono solo per incuria vostra e altrui.
Perché voi sapete solo parlare di un futuro che per noi e per quasi tutta Europa è già un presente, mentre sulle strade si continua ad essere aggrediti e a volte uccisi da un passato che state ostinatamente mantenendo in vita.
Solo in quel momento voi siete in silenzio: quando lasciate soli noi ciclisti a subire ogni giorno la ferocia di una massa indisciplinata e indisturbata di umani senza argini, gli automobilisti.
In questa città domina una sola entità, una sola ideologia: l’automobile.
Persino sotto le finestre del governo cittadino le automobili sfrecciano, davanti alle finestre del campidoglio in una piazza molto nota e altrettanto trafficata non si riesce ad attraversare a piedi sulle strisce pedonali se non a rischio, e sempre litigando, a volte anche picchiandosi.
Voi non dovreste essere mesi in grado di amministrare neanche un condominio, se non riuscite a vedere ciò e a far rispettare le norme stradali di base, quelle di minima sicurezza. altro che Copenhagen.
Figurarsi se siete in grado di capire cosa succede, e come, in luoghi dove la logica, l’intelligenza e la convivenza su strada sono da tempo la normalità.
Copenhagen lamenta di non essere ancora al 50% della mobilità ciclistica quotidiana.
Beati loro.
Noi qui a Roma siamo a rischio di morte o invalidità permanente anche in soli 200 metri, in ogni zona della città e a qualunque ora del giorno.
Eppure continuiamo a credere che le cose possano cambiare e che una civiltà stradale, dopo decenni di vostro colpevole lasciar fare, di abbandono alla barbarie, sia possibile. vi abbiamo indicato soluzioni e voi le avete ignorate.

Ora siete qui ad un convegno, poi ce ne sarà un altro, e un altro ancora, e nel frattempo qualcuno tra noi ciclisti o camminatori sarà morto, di sicuro lo sarà. e sarà colpa anche delle vostre inutili parole, della vostra inerzia e della paura che avete di affrontare una realtà dura e feroce, cosa che invece noi ciclisti urbani di Roma affrontiamo ogni giorno, cercando di mantenere il più possibile il sorriso e la gioia di muoversi liberamente e senza fare alcun danno alla città, e allo stesso tempo cercando di tornare a casa vivi.
Delle vostre parole non sappiamo più che farcene. vogliamo fatti a partire da subito.
E’ ora di cambiare questa città, e poco importa se verrete rieletti o rinominati nei vostri posti attuali: voi avete il dovere di governare, non di fare convegni le cui parole non arrivano mai a concretezza.
Da subito limite di 30 km/h in città.
Da subito controlli sui limiti di velocità, sospensione della patente e sequestro del mezzo per chi va oltre i limiti.
Da subito corsie ciclabili ai lati di ogni strada.
Da subito ingresso in metro per le biciclette.
Da subito repressione della sosta illegale e dei comportamenti illeciti.
Noi sappiamo già che non lo farete. Ma voi sapete da tempo che è questo che dovreste fare. Ogni morto in più resterà nella nostra memoria, e graverà sulla vostra coscienza.

Cinque pagine interessanti su Nuovo Consumo

14 Nov
Cinque pagine apparse sul numero di novembre 2010 di Nuovo Consumo.
Cliccate sulle immagini per la versione ingrandita oppure scaricate il pdf da qui.
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Il drappo rosso, la nostra rabbia

9 Nov

Corriere della Sera – 9 novembre 2010

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Le tre scimmiette del Campidoglio

8 Nov

Uomini inadeguati siedono al governo della città. L’ennesima notizia di un ciclista ucciso dal guidatore di un’automobile (non un pirata: un assassino, pirata è troppo nobile) cade dolorosamente vicino all’anniversario della morte di Eva, che ci ha sconvolto tutti ma ci ha dato la forza di far nascere questo movimento spontaneo di ciclisti che chiedono di riportare Roma entro canoni di civiltà degna di essere chiamata tale.

Da oltre un anno segnaliamo al governo cittadino la ferocia dello stato delle strade, anche simbolicamente: abbiamo dimostrato con uno strumento di misurazione che ai fori imperiali NESSUNO viaggia entro il limite di velocità cittadino e in molti superano i 100 km/h. Cos’è successo? Niente. Alemanno, sordo muto e cieco come Marchi e De Lillo, non alza un dito, eppure la vera Formula 1 che si corre a Roma è sotto le finestre del suo ufficio: e infatti, forse, gli piace.

Marchi, assessore alla mobilità, non perde occasione per non muovere anche lui un dito: eppure da oltre un anno chiediamo di poter portare a bordo della metropolitana le nostre bici: saremmo in sicurezza, e raggiungeremmo lo stato dell’arte delle altre capitali europee, che adottano questo sistema da anni. Niente, zitto, cieco e sordo pure lui.

Di De Lillo non intendiamo parlare, ché ci mena per il naso da quasi un anno con i suoi inutili tavoli tecnici, in realtà una palude stagnante che serve solo a cambiare aria alle stanze in cui si svolgono.

Il biciplan che hanno presentato è (a parte l’essere stato ideato e redatto dalle giunte precedenti) semplicemente un altro modo di colare cemento a favore dei costruttori, non certo dei ciclisti. Uno spreco di risorse, che possono essere meglio utilizzate. Qualunque sia la giunta che lo attui.

Vogliamo che questi cosiddetti amministratori ci convochino e SUBITO, per sentire ancora una volta da noi, che sappiamo davvero qual’è lo stato delle strade e del traffico e soprattutto abbiamo da tempo proposto soluzioni concrete e a costo zero o quasi zero, cosa c’è da fare senza perdere altro tempo e aspettare l’ennesimo morto.

Nel decalogo dei ciclisti urbani c’è tutto il necessario ad imprimere un deciso cambio di direzione in una città che oggi è invivibile per chiunque non sia corazzato dentro un suv.

La prima misura da stabilire, entro un mese al massimo ma sarebbe meglio già da domani, è l’istituzione del limite di 30 km/h in tutta la città all’interno delle mura aureliane, e una campagna capillare di sanzionamento per chiunque sfori questo limite. Per sanzioni non intendiamo multe: intendiamo il fermo amministrativo del veicolo per almeno un mese, nei casi più gravi per un anno, e la conseguente sospensione della patente.

Aspettiamo una convocazione immediata da parte di Aalemanno e della sua giunta. Anche se finora hanno adottato la politica delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

E, come atto di buona volontà, togliere la delega alla ciclabilità all’assessore all’ambiente e darla a quello per la mobilità: per noi ciclisti moderni la bicicletta non significa passeggiare in un parco, ma significa aver scelto un mezzo di spostamento quotidiano ad impatto zero e che dimostra di amare davvero la città in cui viene usato.

Coordinamento Di Traffico Si Muore